Archivio Flamigni

«È bene che i giovani possano costruire il futuro dell’Italia valendosi della memoria e della conoscenza del passato onde evitare le tragedie causate dal fascismo, dalla guerra e dal terrorismo. La memoria storica può costituire un patrimonio di sapienza e di forza per i giovani che intendono operare e lottare per un futuro in cui sia possibile conquistare pace e lavoro nello sviluppo della democrazia». Sergio Flamigni

Nuovi documenti consultabili online

La Rete degli archivi per non dimenticare e la Direzione generale per gli archivi hanno sperimentato docTrace per la pubblicazione online degli atti della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2 nell’ambito di un importante progetto promosso dall’Archivio Flamigni.

docTrace è il nuovo software realizzato da Hyperborea per la consultazione sul web di fonti documentarie di varia tipologia. In linea con i passi compiuti dall'attuale governo, questa tecnologia concretizza la volontà di rendere le fonti realmente aperte e accessibili, sollecitando un sempre maggiore utilizzo degli archivi nel quotidiano.

Nell'intento di offrire un ulteriore contributo alla crescita democratica del nostro Paese, è stata inserita anche la documentazione giudiziaria dei processi sulla strage di piazza della Loggia e verranno progressivamente inseriti i documenti pubblici relativi al terrorismo, alla violenza politica, all'eversione e alla criminalità organizzata.

fontitaliarepubblicana.it

Le storie e i volti

L’Archivio Flamigni ha realizzato in collaborazione con la Regione Lazio una pubblicazione dedicata agli studenti delle scuole della regione che raccoglie le storie delle vittime del terrorismo e della violenza politica del Lazio.

Carte a rischio: sulle tracce di una memoria sommersa. Le fonti documentarie toscane sul terrorismo e la criminalità organizzata.

Il 5 maggio 2014, a Firenze, nei locali dell'Archivio di Stato (viale Giovine Italia, 6), alle ore 10 avrà inizio il convegno Carte a rischio: sulle tracce di una memoria sommersa. Le fonti documentarie toscane sul terrorismo e la criminalità organizzata, organizzato dalla Direzione Generale per gli Archivi (Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo) e dal Centro di Documentazione Archivio Flamigni, in collaborazione con l'Archivio di Stato di Firenze, la Soprintendenza archivistica per la Toscana e la Rete degli archivi per non dimenticare.

Patrocinato dalla Camera dei Deputati, il convegno si proporrà di dare rilievo alla documentazione su terrorismo e criminalità organizzata conservata presso istituti, centri di documentazione e Archivi di Stato della Toscana, cogliendo e sarà l'occasione per riflettere sulle possibilità che si aprono e, viceversa, sulle difficoltà di vario genere che ostano alla piena pubblicità e fruibilità di documenti importantissimi per testimoniare e ricostruire snodi fondamentali delle realtà drammatiche e tragiche vissute nei decenni passati dal nostro Paese (scarsità di fondi, di personale e di spazi, aspetti critici della normativa sulla consultazione di tale tipo di documentazione).

In tale circostanza, si presenterà anche la pubblicazione on line prodotta dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2.

Registrazione online:
carte-a-rischio.eventbrite.it

Segreteria organizzativa: Hyperborea
tel. 050754241
e-mail: eventi@hyberborea.com

Il programma (pdf, 11,1 MB)

L'archivio è aperto: la forza delle memorie

Giovedì 8 maggio, nella sede dell'Archivio di Stato di Roma a S. Ivo alla Sapienza, si terrà la seconda edizione della manifestazione L'archivio è aperto: la forza delle memorie, in occasione del Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo, che quest'anno si celebrerà alla Camera dei deputati il 9 maggio.

Per uteriori informazioni

Attualità del pensiero di Giuseppe Dossetti

23 novembre, 2013 - palazzo Montalto Belei, via di Corte, 8, Civita Castellana (Vt)

L'Associazione culturale Giorgio La Pira con il patrocinio dell'Accademia di studi storici Aldo Moro e del Centro documentazione Archivio Flamigni

  • Indirizzo di saluto: dott. Emilio Corteselli - presidente dell'Associazione nazionale "Giorgio La Pira"
  • Relazione introduttiva e presidenza: prof. Giovanni Bianco - Università di Sassari

Interventi programmati:

  • prof. Francesco Maria Biscione - Istituto dell'Enciclopedia Italiana
  • dott. Luciano D'Andrea -direttore dell'Accademia di studi storici "Aldo Moro"
  • sen. Sergio Flamigni - politico e saggista
  • prof. Giovanni Galloni - Università di Roma "Tor Vergata"
  • prof. Nicola Tranfaglia - Università di Torino

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Ricordiamo che le donazioni (erogazioni liberali) a favore del Centro sono deducibili secondo le modalità stabilite dalla legge.

Centro di documentazione

Il Centro documentazione Archivio Flamigni conserva e rende accessibile per lo studio e la ricerca la vasta documentazione prodotta e acquisita dal senatore Sergio Flamigni a partire dagli anni Quaranta del secolo scorso nel corso della sua attività politica, parlamentare e di ricerca storica.

Il patrimonio archivistico e librario è costituito dall'archivio personale di Sergio Flamigni, da altri archivi donati da privati, da una ricca documentazione a stampa e audiovisiva sui temi del terrorismo, delle stragi, della mafia e da una biblioteca di circa ventimila volumi.

Si trova a Oriolo Romano, in provincia di Viterbo. Non molto lontano da Roma, è facilmente raggiungibile in treno (linea Roma Ostiense-Viterbo) o in macchina.

Chi siamo

L'Associazione si è costituita il 4 ottobre 2005 con lo scopo di catalogare, inventariare e rendere disponibile la vasta documentazione acquisita e conservata dal sen. Sergio Flamigni in oltre sessanta anni di lavoro politico, attività parlamentare e ricerca storica, in particolare a seguito del suo impegno quale membro delle commissioni parlamentari d'inchiesta sul caso Moro, sulla P2, sulla mafia.

Rientrano tra gli scopi dell'Associazione anche la promozione dello studio del fenomeno terroristico attraverso borse di ricerca, seminari, convegni e altre iniziative.

L'Associazione è stata promotrice e fa parte della Rete degli archivi per non dimenticare.

Il Consiglio direttivo in carica è così composto: la direttrice scientifica è Ilaria Moroni, Sergio Flamigni ricopre la carica di presidente ed Emilia Lotti di vicepresidente. Giulia Corradi è la segretaria e Ilenia Imperi l’amministratrice. Gli altri consiglieri sono Francesco Maria Biscione, Graziella Lombi, Maria Agnese Moro e Benedetta Tobagi.

Statuto

Art. 1 - È costituita l'Associazione denominata "Centro di documentazione e archivio Flamigni - Onlus". L'Associazione è costituita senza limitazioni di durata.

Art. 2 - L'Associazione non ha scopo di lucro gli eventuali proventi dell'attività associativa devono essere reinvestiti in attività previste dallo statuto. Durante la vita dell'Associazione non potranno essere distribuiti, anche in modo indiretto, utili, avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale.

L'Associazione è caratterizzata altresì, dalla democraticità della struttura, dell'elettività e gratuità delle cariche associative e delle prestazioni fornite dagli associati, nonché dall'obbligatorietà del bilancio. L'Associazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nel campo della istruzione, della ricerca e della promozione della cultura e a tale scopo gestisce l'archivio del senatore Sergio Flamigni e i fondi ivi conservati, al fine di sostenere la scuola, l'università e le strutture pubbliche nella diffusione della cultura democratica, della cittadinanza consapevole, nel rifiuto della violenza e per la costruzione di solidi legami sociali. L'Associazione si prefigge altresì di realizzare forme concrete di solidarietà promuovendo e perpetuando la memoria delle vittime del terrorismo e il sostegno ai parenti delle vittime mediante borse di studio e premi di ricerca.

L'Associazione si propone di:

  • programmare attività di studio e di ricerca a livello interdisciplinare, nel campo della storia politica e sociale italiana in età contemporanea;
  • censire, schedare e informatizzare la documentazione e il patrimonio librario e documentale conservato nel Centro documentazione archivio Flamigni così da renderlo disponibile ai fini della ricerca;
  • promuovere la stampa di pubblicazioni, articoli, libri, recensioni e atti vari inerenti la documentazione conservata;
  • censire materiale documentario edito e inedito, con la finalità di completare il quadro informativo;
  • organizzare seminari, conferenze, incontri di studio, corsi e convegni sul fenomeno del terrorismo italiano e internazionale e su temi di storia contemporanea;
  • collaborare con enti, istituzioni, studiosi sui temi del terrorismo e della storia contemporanea;
  • realizzare attività formative e informative per la promozione della cittadinanza attiva e consapevole;
  • stabilire relazioni con istituzioni ed enti pubblici e privati, italiani e stranieri, che abbiano interessi similari, anche ai fini dell'organizzazione di iniziative comuni;
  • curare in modo particolare la collaborazione con tutte le università e gli Istituti di ricerca;
  • collaborare con altri centri di studio e di ricerca dei paesi dell'Unione Europea mediante seminari, incontri di studio, borse di ricerca, corsi e convegni di studio sui temi del terrorismo e della storia contemporanea.

L'Associazione non può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate a eccezione di quelle a esse direttamente connesse o di quelle accessorie per natura a quelle statutarie, in quanto integrative delle stesse.

Art. 3 - L'Associazione può acquisire archivi e fondi commessi da altre associazioni, gruppi o privati.

Art. 4 - L'accesso all'archivio e alla biblioteca è libero. La consultazione è disciplinata dalle norme dell'apposito regolamento;

Art. 5 - Sono membri dell'Associazione i soci fondatori ossia le persone fisiche e gli enti pubblici e privati che si impegnino a contribuire alla realizzazione degli scopi dell'Associazione e a osservare il presente Statuto. Per quanto concerne in particolare gli enti pubblici e privati, l'acquisto della qualità di socio fondatore e il sorgere del vincolo associativo, sono condizionati alla ratifica da parte degli organi rispettivamente competenti. L'ammissione di nuovi soci deve essere deliberata dal Consiglio direttivo. La qualità di socio comporta per tutti l'accettazione integrale del presente Statuto e il versamento della quota associativa, che verrà annualmente stabilita con delibera dell'Assemblea. Il pagamento della quota associativa, da parte degli enti pubblici e privati, può avvenire anche mediante erogazione di beni e servizi per il funzionamento del Centro documentazione archivio Flamigni, per un valore almeno pari alla quota stessa. Tale erogazione deve essere considerata separatamente da quelle riguardanti l'eventuale partecipazione dei soci a singoli progetti o programmi di attività o di ricerca. Le quote annuali devono essere versate entro il termine dell'approvazione del rendiconto annuale.

I soci hanno facoltà di recesso. La decisione va comunicata per iscritto al Presidente dell'Associazione entro il 15 dicembre, decorso tale termine gli associati saranno comunque obbligati al versamento della quota sociale. Il socio può essere escluso dall'Associazione, con delibera motivata del Consiglio direttivo, per mancato versamento delle quote associative, nel caso in cui il ritardo nel versamento superi 9 mesi, per comportamento contrastante con gli scopi dell'Associazione ovvero qualora il socio non ottemperi alle disposizioni statutarie o dei regolamenti o delle deliberazioni assembleari o del Consiglio direttivo. La delibera dovrà essere comunicata, mediante lettera raccomandata, all'associato dichiarato decaduto, il quale, entro trenta giorni da tale comunicazione, può ricorrere mediante lettera raccomandata inviata al Presidente dell'Associazione. La quota associativa non può essere trasferita a terzi o rivalutata. I soci recedenti o esclusi non possono richiedere le quote associative versate.

Art. 6 - Sono organi dell'Associazione:

  • l'Assemblea dei soci
  • il Consiglio direttivo
  • il Presidente e il Vicepresidente
  • il Direttore scientifico
  • il Segretario
  • l'Amministratore

Le cariche associative sono ricoperte a titolo gratuito. Ai titolari delle cariche spetta comunque il rimborso delle spese vive sostenute e documentate.

Art. 7 - L'Assemblea è costituita da tutti i soci.

Essa si riunisce almeno una volta all'anno per deliberare sul rendiconto economico e finanziario, e sugli indirizzi generali del programma. L'Assemblea è inoltre convocata dal Presidente ogni qualvolta ne ravvisi la necessità o su richiesta di un terzo dei componenti il Consiglio direttivo. La convocazione contenente l'ordine del giorno, con indicati gli argomenti da trattare, deve essere recapitata a tutti i soci almeno 15 giorni prima della data fissata per lettera o mail. In prima convocazione le deliberazioni dell'Assemblea sono prese a maggioranza dei voti e con la presenza di almeno la metà degli associati. In seconda convocazione, l'Assemblea può comunque deliberare a maggioranza ed è valida solo se registra la presenza di almeno un quinto degli associati. Per deliberare lo scioglimento dell'Associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno i 3/4 degli associati. Per le delibere concernenti le modifiche statutarie sarà tuttavia necessario il voto favorevole di almeno due terzi degli associati. Ciascun socio non può essere portatore di più di una delega. Spetta all'Assemblea eleggere i componenti del Consiglio direttivo e il Collegio dei revisori, programmare le attività, approvare i bilanci preventivi e consuntivi, deliberare lo scioglimento dell'Associazione e la devoluzione del patrimonio residuo, stabilire l'ammontare delle quote associative e dei contributi a carico dei soci persone fisiche.

Art. 8 - Il Consiglio direttivo è composto da un numero di soci non inferiore a 5 e non superiore a 9 eletti dall'Assemblea. I membri del Consiglio direttivo rimangono in carica tre anni e sono rieleggibili. Qualora, durante il mandato, venissero a mancare uno o più membri del Consiglio direttivo, il consiglio stesso coopterà altri membri in sostituzione di quelli mancanti, i quali dureranno in carica fino alla prima assemblea, la quale potrà confermarli in carica fino alla scadenza del mandato del consiglio direttivo che li ha cooptati. Il Consiglio direttivo nomina al suo interno un Presidente, un Vicepresidente, un Direttore scientifico, un Amministratore e un Segretario che rimangono in carica per tre anni. Spetta al Consiglio direttivo curare l'esecuzione dei deliberati assembleari, determinare il programma di lavoro in base alle linee di indirizzo contenute nel programma generale approvato dall'Assemblea, promuovere e coordinare l'attività e autorizzare le spese, deliberare in merito alla costituzione di commissioni di studio e di ricerca e dei relativi coordinatori responsabili, deliberare sulle domande di nuove adesioni, provvedere alla ordinaria e straordinaria amministrazione, predisporre il bilancio preventivo e consuntivo da sottoporre all'Assemblea, e stabilire l'ammontare delle quote associative e dei contributi a carico dei soci diversi dalle persone fisiche. Il Consiglio direttivo è presieduto dal Presidente e in caso di sua assenza dal Vicepresidente. Il Consiglio direttivo è convocato ogni quattro mesi e, comunque, ogni qualvolta il Presidente ne ravvisi la necessità, o quando almeno i 2/3 dei componenti ne facciano richiesta. Delibera con la presenza della maggioranza dei suoi componenti; le decisioni sono valide se prese a maggioranza degli intervenuti alla riunione. Il Consiglio nomina, se necessario, commissioni o gruppi di lavoro e di studio tecnico-scientifici per la realizzazione delle attività di cui all'art. 2. Le convocazioni sono fatte con lettera o mail almeno dieci giorni prima della data di convocazione.

Art. 9 - Il Presidente è il legale rappresentante dell'Associazione ed è nominato dal Consiglio direttivo. Il Presidente cura l'esecuzione delle deliberazioni del Consiglio direttivo e, in caso d'urgenza, ne assume i poteri chiedendo ratifica allo stesso dei provvedimenti adottati nell'adunanza immediatamente successiva. Il Vicepresidente sostituisce il Presidente nelle sue funzioni in caso di assenza o di impedimento temporaneo. In caso di impedimento definitivo, per qualsiasi motivo, del Presidente, rimane in carica per gli affari ordinari e per la convocazione, entro un mese, dell'assemblea.

Art. 10 - Il Direttore scientifico, nominato fra i membri del Consiglio direttivo, dura in carica fino alla scadenza del consiglio stesso. Egli elabora per il consiglio proposte sui programmi e ne coordina l'attuazione; promuove iniziative atte a valorizzare il patrimonio dell'Associazione ed esercita il coordinamento delle attività scientifiche e culturali.

Art. 11 - Il Segretario, nominato fra i membri del Consiglio direttivo, coadiuva il Presidente con i seguenti compiti:

  • tenere il rapporto con i soci;
  • provvedere al disbrigo della corrispondenza;
  • redigere e conservare i verbali dell'assemblea e del Consiglio direttivo.

Art. 12 - L'Amministratore ha i seguenti compiti:

  • tenere i registri e la contabilità dell'Associazione e conservare la documentazione relativa;
  • gestire le entrate e le uscite, nonché il fondo per le minute spese, in conformità alle decisioni del Consiglio direttivo.

Art. 13 - Le risorse economiche sono:

  • quote e contributi associativi
  • eredità, donazioni e legati
  • contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubbliche, anche finalizzati al sostegno di specifici programmi
  • contributi dell'Unione Europea e di organismi internazionali
  • proventi che possono pervenire all'associazione in forza di norme legislative nazionali o regionali
  • entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati
  • proventi dei contratti di studio e di ricerca e delle pubblicazioni
  • altre entrate compatibili con le finalità dell'Associazione.

All'atto dello scioglimento è fatto obbligo all'Associazione di devolvere il patrimonio residuo ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo di cui all'art. 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Art. 14 - L'Associazione ha sede legale a Oriolo Romano (VT) in via Lazio, 76. L'Associazione può spostare la propria sede legale anche in altro luogo e/o in altro comune senza che ciò comporti modifica del presente Statuto. Con delibera degli organi competenti possono essere istituite e soppresse su tutto il territorio nazionale sedi secondarie, delegazioni e uffici distaccati che possono avere un bilancio proprio e una propria autonomia contabile. Sono però obbligati a informare il Consiglio direttivo della programmazione delle attività e dei programmi.

Art. 15 - L'Associazione per il suo funzionamento può sottoscrivere convenzioni o altri strumenti giuridici con le università, gli enti locali e le altre amministrazioni dello Stato. Può avvalersi di personale dipendente o con contratto d'opera e di personale dipendente da enti pubblici, dallo Stato e da altre persone giuridiche pubbliche e private, messo a sua disposizione secondo i loro criteri.

Art. 16 - L'esercizio finanziario va dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Entro il 30 aprile il Consiglio direttivo sottoporrà all'Assemblea, per la sua approvazione, il bilancio consuntivo, relativo all'anno precedente ed entro il 31 dicembre, il bilancio preventivo per l'anno successivo.

Art. 17 - Per quanto non espressamente previsto dal presente Statuto, si fa riferimento al codice civile e alle vigenti disposizioni legislative in materia.

Sergio Flamigni

La prima esperienza politica di Sergio Flamigni è stata la partecipazione alla lotta per la liberazione dell'Italia dal nazifascismo. Questa sua vocazione democratica ne percorre l'intera biografia: dall'attività sindacale all'impegno nel Partito comunista italiano, alle battaglie portate avanti in Parlamento, all'attività di ricerca e di studio dedicata alle vicende del terrorismo e delle stragi e resa nota attraverso numerose pubblicazioni.

Da sempre ha avuto presente la funzione pubblica delle carte del suo archivio; in anni recenti la convinzione che la democrazia non meno della storia ha bisogno della memoria lo ha spinto a metterlo a disposizione degli studiosi e a dar vita al Centro di documentazione che porta il suo nome.

Biografia

Sergio Flamigni nasce a Forlì il 22 ottobre 1925. Inizia a occuparsi di politica nel 1941 con la partecipazione all'attività clandestina di un gruppo di giovani antifascisti di Forlì e poi con l'adesione al Partito comunista clandestino nel gennaio 1942. Il 22 ottobre 1943 viene eletto nel Comitato direttivo della Federazione provinciale quale responsabile del movimento giovanile comunista.

Partigiano, nel 1944 diviene commissario politico della 29^ brigata Gap "Gastone Sozzi". Tra i suoi compiti c'è quello di conservare i documenti del comando della brigata. Da questa esperienza diretta e dalla partecipazione nel dopoguerra al dibattito culturale sulla storia della Resistenza e della guerra, trae la consapevolezza dell'importanza dei documenti di archivio. I documenti raccolti durante il periodo della clandestinità gli serviranno poi per il primo libro, Resistenza in Romagna, scritto con il professor Luciano Marzocchi nel ventennale della Resistenza.

Dopo la Liberazione collabora con Enrico Berlinguer, allora responsabile dei giovani comunisti; nel 1945 riceve da Berlinguer l'incarico di evitare che nelle città dell'Emilia venisse sciolto il Fronte della gioventù, un'organizzazione unitaria della gioventù antifascista e antinazista che raggruppava giovani di tutti i partiti. Svolge l'incarico a Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, dove il Fronte della gioventù fu presente per anni, contribuendo nel 1946 alla vittoria della Repubblica e partecipando alla campagna elettorale per l'Assemblea costituente con la rivendicazione del diritto di voto per i diciottenni.

Nel 1948 Flamigni partecipa a Forlì alla campagna per le elezioni politiche dando vita al movimento giovanile delle Avanguardie garibaldine che in pochi mesi raccolse circa dodicimila iscritti. Nel 1949, ricostituita la Federazione giovanile comunista italiana, ne diviene segretario provinciale. L'anno successivo il XII Congresso nazionale (Livorno, 29-30 aprile 1950) lo elegge membro del Comitato centrale della Fgci.

Nel 1952 viene eletto segretario generale della Camera confederale del lavoro di Forlì, incarico che svolse fino al 1956. Questi anni di attività sindacale lo vedono impegnato nelle lotte per la riforma agraria, per nuovi patti colonici, il superamento della mezzadria, le trasformazioni agrarie sulla base di piani aziendali e interaziendali.

Nel 1956 diviene segretario della Federazione forlivese del Pci, incarico che svolge fino al 1959, quando viene eletto membro del Comitato centrale del partito e incaricato del coordinamento regionale del Pci in Emilia-Romagna, regione che concentrava quasi un quarto degli iscritti di tutta Italia. Allora i Comitati regionali del partito erano impegnati nella battaglia per l’attuazione dell'ordinamento regionale previsto dalla Costituzione. Tra le iniziative spicca l'organizzazione di un convegno delle cosiddette "regioni rosse", Marche, Umbria, Toscana ed Emilia-Romagna, che si tenne a Perugia nel settembre 1963 con la partecipazione di Palmiro Togliatti. Il convegno segna anche l'inizio del dialogo con altre forze politiche, innanzitutto con il Pri, ma anche con la sinistra democristiana, in particolare in Emilia-Romagna con Giuseppe Dossetti, a Firenze con Giorgio La Pira, a Roma con Aldo Moro, che inserì l'istituzione delle regioni nel programma del governo di centrosinistra.

Nel 1962 viene chiamato dal partito a Roma, con l'incarico di membro dell'Ufficio di segreteria della Direzione nazionale, con Berlinguer, responsabile dell'ufficio, Alessandro Natta, Ferdinando Di Giulio, Franco Calamandrei, Elio Quercioli. Anche in questo ambito si occuperà dell'ordinamento regionale, in particolare dell'istituzione della regione a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia.

In questi stessi anni è consigliere comunale a Forlì, dal 1956 al 1960, e consigliere provinciale dal 1960 al 1964.

Nel maggio 1968 viene eletto deputato nella circoscrizione di Bologna-Ferrara-Ravenna-Forlì; e rimarrà alla Camera dei deputati per tre legislature. Nel 1979 viene eletto senatore nel collegio di Rimini, carica che ricopre fino al 1987 (rieletto nel 1983 nel collegio di Cesena). Anche da parlamentare porrà inizialmente una particolare attenzione al tema delle autonomie locali, materia che rientrava nelle competenze della Commissione interni della Camera dei deputati, di cui nella quinta legislatura era uno dei componenti.

Sempre durante il suo primo mandato parlamentare viene eletto membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia, già attiva dal 1962. Si tratta della prima commissione antimafia della storia repubblicana, che concluderà i suoi lavori nel 1976; anche durante la sesta legislatura Flamigni partecipa ai lavori di questa commissione.

Nel 1969 viene eletto capogruppo dei deputati comunisti nell'ambito della Commissione interni al posto di Caprara, espulso dal Pci con il gruppo del Manifesto. Ancora nelle due legislature successive, fino al 1979, Flamigni partecipa alla Commissione interni, ricoprendovi dal 1972 al 1979 l'incarico di vice-presidente.

Nell'ottava legislatura (1979-1983), eletto al Senato, partecipa ai lavori della Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, della quale sarà membro anche nella nona legislatura; inoltre, viene eletto membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.

Nel gennaio 1980 viene chiamato a far parte della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla strage di via Fani, il sequestro e l'assassinio di Aldo Moro e il terrorismo in Italia, che, istituita con legge 597/79, conclude i suoi lavori il 29 giugno 1983.

Nel 1983 entra a far parte della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2, i cui lavori si concluderanno il 12 luglio 1984; nella stessa legislatura partecipa anche alla seconda commissione antimafia che, istituita nel 1982 dalla legge cosiddetta "Rognoni-La Torre", prende il nome di Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e termina i suoi lavori nel 1987.

Con la conclusione della nona legislatura lascia l'attività parlamentare e intraprende un'intensa attività di ricerca e di studio sui fenomeni del terrorismo, della P2, della mafia, che si concretizza nella pubblicazione di numerosi libri.

Nel 2005 ha dato vita al Centro di documentazione Archivio Flamigni, cui ha donato il suo archivio

Pubblicazioni

  • Flamigni, Sergio - Marzocchi, Luciano, Resistenza in Romagna: antifascismo, partigiani e popolo in provincia di Forli, Milano: La pietra, 1969
  • Flamigni, Sergio, La tela del ragno: il delitto Moro, introduzione di Luciano Violante, Roma: Edizioni Associate, 1988 (2° ed. Milano: Kaos 1993; 3° ed. 2003)
  • Cipriani, Antonio - Cipriani, Gianni, Sovranità limitata: storia dell'eversione atlantica in Italia, presentazione di Sergio Flamigni, Roma: Edizioni associate, 1991
  • Flamigni, Sergio - Gambino, Michele, Il caso Moro, Roma: Libera Informazione Editrice, 1992
  • Flamigni, Sergio - Gambino, Michele, L' affare Moro: cronaca dei 55 giorni che sconvolsero l'Italia, [S.l.: s.n.], stampa 1993
  • Pecorelli, Francesco - Sommella, Roberto, I veleni di "OP": [le "notizie riservate" di Mino Pecorelli], prefazione di Sergio Flamigni, Milano: Kaos, 1995
  • Bettini, Emanuele, Gladio: la repubblica parallela, prefazione di Sergio Flamigni, Roma: Ediesse, 1996
  • Flamigni, Sergio, Trame atlantiche: storia della loggia massonica segreta P2, Milano: Kaos, 1996
  • Moro, Aldo, Il mio sangue ricadrà su di loro: gli scritti di Aldo Moro prigioniero delle Br, a cura di Sergio Flamigni, Milano: Kaos, 1997
  • Flamigni, Sergio, Convergenze parallele. Le Brigate Rosse, i servizi segreti e il delitto Moro, Milano: Kaos, 1998
  • Flamigni, Sergio, Il covo di Stato: via Gradoli 96 e il delitto Moro, Milano: Kaos, 1999
  • Flamigni, Sergio, I fantasmi del passato, Milano: Kaos, 2001
  • Flamigni, Sergio, La sfinge delle brigate rosse. Delitti, segreti e bugie del capo terrorista Mario Moretti, Milano: Kaos, 2004
  • Dossier Pecorelli, a cura di Sergio Flamigni, Milano: Kaos, 2005
  • Flamigni, Sergio, Trame atlantiche: storia della loggia massonica segreta P2, Milano: Kaos, 2005
  • Pecorelli, Mino, Le idi di marzo: il delitto Moro secondo Mino Pecorelli, a cura di Sergio Flamigni, Milano: Kaos, 2006
  • Dossier delitto Moro, a cura di Sergio Flamigni, Milano: Kaos, 2007
  • Bartali, Roberto - De Lutiis, Giuseppe - Flamigni, Sergio - Moroni, Ilaria - Ruggiero, Lorenzo, Il sequestro di verità. I buchi neri nel delitto Moro, Milano: Kaos, 2008
  • Flamigni, Sergio - La prigione fantasma: il covo di via Montalcini e il delitto Moro, Milano: Kaos, 2009
  • Flamigni, Sergio - Dossier Gladio, Milano: Kaos, 2012

Patrimonio archivistico

Il patrimonio documentale conservato comprende l'archivio di Sergio Flamigni, dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio nel 2003, e alcuni fondi archivistici donati da privati, in particolare da Emilia Lotti, dirigente nazionale dell'Udi, da Piera Amendola, assistente di Tina Anselmi durante l'VIII Legislatura e incaricata dell'archivio della Commissione d'inchiesta sulla Loggia P2, dall'avvocato Giuseppe Zupo e dall'ex partigiano e militante comunista Angelo La Bella (in copia).

Nel corso del 2007, grazie a un finanziamento della Soprintendenza archivistica per il Lazio, è stato realizzato un primo intervento di ricognizione della documentazione del Fondo Flamigni, per il quale si veda la Guida descrittiva del Fondo Sergio Flamigni a cura di Cristina Saggioro, Emanuela Fiorletta e Pierpaolo Caputo in Centro documentazione archivio Flamigni. Un archivio per non dimenticare, a cura di Ilaria Moroni (Viterbo, Settecittà, 2008).

Grazie ad un ulteriore finanziamento della Soprintendenza archivistica per il Lazio e della Provincia di Viterbo è stata avviata la schedatura informatizzata e l'ordinamento dello stesso fondo, nonché delle carte di Angelo La Bella.

L'inventario parziale è pubblicato sul sito di Archivi del novecento-La memoria in rete, che raccoglie gli archivi di ottantaquattro istituti culturali. Accedi alla base dati

Fondo Sergio Flamigni bb. 459, 1922-2006

Serie ordinate e consultabili:

Sezione I. Attività di partito e sindacale, bb. 20, 1947-2004

  • Serie 1: Attività svolta in Emilia-Romagna, 1951 - 2004
  • Serie 2: Attività nel Pci a livello nazionale, 1955 - 1990
  • Serie 3: Convegni, conferenze, seminari, 1959 - 1989
  • Serie 4: Corrispondenza, 1955 - 1987

Sezione II. Attività parlamentare, bb. 55, anni 1955-1990

  • Serie 1: Camera dei deputati, 1963 - 1985
  • Serie 2: Senato della Repubblica, 1977 - 1988
  • Serie 3: Riforma della pubblica sicurezza, 1971 - 1985
  • Serie 4: Riforma delle carceri, 1974 - 1992
  • Serie 5: Gruppo comunista alla Camera e al Senato, 1969 - 1984
  • Serie 6: Rapporti con la maggioranza, crisi di governo, 1970 - 1979
  • Serie 7: Corrispondenza, 1971 - 1987
  • Serie 8: Materiali, 1944 - 1993

Sezione III: Commissioni di inchiesta, ricerche, pubblicazioni, bb. 74, 1943 - 2006

  • Serie 1: Antifascismo, Resistenza e ricostruzione in Romagna, 1943 - 2004
  • Serie 2: Storia del Pci forlivese, 1944 - circa 2004
  • Serie 3: Storia del Pci e dell'Italia repubblicana, anni 1970 - 2006
  • Serie 4: Commissioni antimafia: attività di commissario e documentazione successiva, 1973 - 1997
  • Serie 5: Caso Moro
  • Serie 6: Materiali per una pubblicazione su Francesco Cossiga, 1998 - 2002

Serie non ordinate e non consultabili:

  • Terrorismo e stragi, bb. 81, 1969 - 2003
  • P2 e massoneria, bb. 31, 1981 - 1998
  • Servizi segreti, bb. 25, 1955 - 2005
  • Caso Pecorelli, bb. 22, 1983 - 2003

L'inventario parziale è pubblicato sul sito di Archivi del novecento.

Accedi alla base dati

Fondo Angelo La Bella bb. 22, 1942-2004

Il fondo raccoglie materiale documentario in copia sulle indagini e i processi relativi alla strage avvenuta a Portella della Ginestra, in provincia di Palermo, il 1° maggio 1947: principalmente documenti provenienti da uffici giudiziari, atti parlamentari, raccolte di articoli.

Sono presenti copie recenti di documenti di fonte istituzionale relativi alle indagini effettuate immediatamente dopo la strage (tra i quali perizie sui feriti, perizie autoptiche, perizie balistiche, verbali di interrogatorio) e altri relativi a indagini effettuate in anni successivi, documenti di uffici giudiziari relativi ai processi, in particolare parte degli atti del processo di Viterbo e la sentenza della Corte di appello di Roma del 10 agosto 1956, numerosi articoli, tutti in copia, relativi al giorno della strage, alle indagini, ai processi. Si conservano inoltre documenti provenienti dall'archivio dello statunitense Office of strategic services contenenti osservazioni e informazioni sull'Italia riferibili agli anni 1942-1947, documenti del Ministero dell'interno e della giustizia conservati presso l'Archivio centrale dello Stato.

Il fondo è ordinato è consultabile.

Accedi alla base dati

Fondo Piera Amendola bb. 46, 1937-1998

Documentazione dell'attività svolta nell'ambito della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia massonica P2.

Non ordinato, non consultabile.

Fondo Emilia Lotti bb. 36, anni ‘50-2000

Documentazione dell'attività nell'Udi e nella Commissione nazionale per le pari opportunità, nonché nella Camera del lavoro e nella Federazione provinciale del Pci di Forlì.

Non ordinato, non consultabile.

Fondo Giuseppe Zupo bb. 44, 1979-1992

Documentazione dell'attività di avvocato di parte civile nei processi per l'uccisione di Michele Reina, segretario provinciale della Dc di Palermo, Pio La Torre, segretario regionale del Pci in Sicilia e Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia.

Non ordinato, non consultabile.

Accesso e servizi

L'accesso al Centro di documentazione è libero, aperto a cittadini italiani e stranieri. Il materiale ordinato e inventariato è consultabile su appuntamento.
Per richiedere la consultazione del materiale d'archivio è necessario compilare l'apposito modulo.
La consultabilità è regolata dal d. lgs 22 gen. 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio e dal provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi storici del 14 marzo 2001.
Per le riproduzioni dei documenti, non sottoposti al limite di consultabilità e in condizioni di buona conservazione, occorre richiedere apposita autorizzazione.

Per ulteriori informazioni si rimanda al regolamento del Centro di documentazione.

Per appuntamenti: info@archivioflamigni.org

Biblioteca

La biblioteca del Centro di documentazione Archivio Flamigni, di più di ventimila volumi, è specializzata nella storia politica dell'Italia repubblicana, con particolare attenzione ai temi di interesse del Centro di documentazione quali il terrorismo, le stragi, la criminalità organizzata, la P2 e la massoneria, il ruolo dei servizi segreti, il neofascismo, nonché la storia del Pci e del movimento partigiano.

E' composta dal fondo librario di Sergio Flamigni, costantemente ampliato da nuove acquisizioni.

La biblioteca conserva anche gli atti delle Commissioni parlamentari d'inchiesta a cui Flamigni ha partecipato, le collezioni complete di alcuni quotidiani e una ricchissima rassegna stampa.

Ospita il fondo librario di Emilia Lotti, dedicato alla storia e alla partecipazione politica delle donne.

Accedi al catalogo on line.

Fondo Librario Sergio Flamigni

Il fondo di Sergio Flamigni è composto di circa ventimila volumi, raccolti e conservati dagli anni Quaranta in poi, ed è in implementazione continua.

E' specializzato nella storia politica dell'Italia repubblicana, con particolare attenzione ai temi di interesse del Centro di documentazione quali il terrorismo, le stragi, la criminalità organizzata, la P2 e la massoneria, il ruolo dei servizi segreti, il neofascismo, nonché la storia del Pci e del movimento partigiano.

E' in fase di catalogazione. A oggi i volumi catalogati sono circa tremiladuecento.

E' organizzato in venticinque classi tematiche:

  • Aldo Moro (sequestro e uccisione; attività politica, pensiero, scritti)*;
  • P2 e Massoneria, caso Sindona e caso Calvi;
  • Criminalità organizzata;
  • Brigate Rosse;
  • Servizi segreti: Sifar, Piano Solo, Sid, Affari Riservati, Sismi, Sisde;
  • Scienze giuridiche;
  • Questione morale;
  • Strage alla stazione di Bologna 2 agosto 1980;
  • Partito comunista italiano;
  • Biografia politica di Francesco Cossiga;
  • Chiesa-Vaticano;
  • Enrico Mattei;
  • Portella della Ginestra;
  • Biografie;
  • Forze armate;
  • Fascismo, nazismo, neo-fascismo;
  • Terrorismo e stragi;
  • Saggistica politica, giornalismo, storia del '900;
  • Biografia politica di Berlusconi, "berlusconismo";
  • Economia e finanza;
  • Movimento e sindacato;
  • Movimento partigiano, Resistenza e attività politica;
  • Terrorismo internazionale;
  • Brigantaggio;
  • Politica estera.

*Qui anche i titoli relativi al caso Pecorelli

Fondo librario Emilia Lotti

Il fondo librario consta di cinquecentocinquatasei volumi che Emilia Lotti ha raccolto e conservato dagli anni Cinquanta a oggi, nel periodo in cui è maturata la sua attività. Dalla catalogazione provvisoria è possibile evincere le tematiche presenti:

  • storia delle donne italiane nel Novecento, compresa la partecipazione femminile alla Resistenza, la conquista del diritto di voto e il contributo dato alla elaborazione della Costituzione repubblicana;
  • teoria e politica dell’emancipazione femminile e conseguenti iniziative, quali conferenze di donne comuniste, convegni, seminari di studio;
  • pratiche politiche del femminismo, riflessioni culturali sul contributo storico delle donne;
  • attività delle parlamentari sul nuovo diritto di famiglia e dei minori;
  • legge sul divorzio;
  • scuole per l’infanzia, asili nido;
  • legge 194, consultori, maternità consapevole;
  • studi sull’occupazione femminile;
  • atti dei congressi dell’Udi e testimonianze dell’attività svolta sui temi dell’occupazione, della famiglia, dell’infanzia, della maternità;
  • pubblicazioni e documentazione sull’attività della Commissione nazionale pari opportunità;
  • libri di memorialistica, letteratura e cultura generale scritti da donne.

Atti di Commissioni parlamentari d'Inchiesta

  • Commissione parlamentare d'inchiesta sulla strage di via Fani, sul sequestro e l'assassinio di Aldo Moro e sul terrorismo in Italia, operante tra il 1979 e il 1983 (130 voll.). Per la ricerca è possibile consultare e scaricare l'indice dei volumi, disponibile grazie alle scansioni eseguite a cura del Centro di documentazione.
  • Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia massonica P2, attiva dal 1981 al 1984 (115 voll.). Per la ricerca è possibile consultare e scaricare l'indice dei volumi e consultare interamente la documentazione pubblicata, grazie alle scansioni eseguite a cura del Centro di documentazione.

Accesso e servizi

L'accesso alla biblioteca è libero, aperto a cittadini italiani e stranieri. Il materiale catalogato è consultabile su appuntamento.

Per richiedere la consultazione è necessario compilare un apposito modulo.

E' possibile la riproduzione dei documenti nel rispetto della normativa italiana sul diritto d'autore.

Per ulteriori informazioni si rimanda al regolamento del Centro di documentazione.

Per appuntamenti: info@archivioflamigni.org

Progetti e attività

Fin dalla sua nascita il Centro di documentazione si è impegnato per creare un collegamento virtuoso tra realtà interessate allo studio e alla documentazione della storia italiana recente, in particolare alla stagione delle stragi e del terrorismo.

In questo ambito si situa il progetto della Rete degli archivi per non dimenticare.

Un'attenzione costante è da sempre rivolta al mondo della scuola e dell'università.

La rete degli archivi per non dimenticare

La Rete degli archivi per non dimenticare è stata promossa nel 2005 dal Centro documentazione Archivio Flamigni.

Il 9 maggio 2011 è stato inaugurato dal Presidente della Repubblica il nuovo portale tematico realizzato in collaborazione con la Direzione Generale per gli Archivi.

A oggi comprende più di sessanta archivi, soprintendenze archivistiche, centri di documentazione e associazioni, che lavorano per conservare e rendere accessibili le fonti documentarie sui temi legati al terrorismo, lo stragismo, la violenza politica e la criminalità organizzata. Le associazioni e i centri di documentazione aderenti sono in molti casi realtà decentrate, espressione di partecipazione dal basso e di sensibilità storica e politica, che favoriscono l'incontro e il dialogo tra pratiche diverse di salvaguardia e diffusione della memoria.

Didattica

Il Centro documentazione Archivio Flamigni offre collaborazione agli insegnanti che vogliano lavorare con i propri studenti su temi quali terrorismo, stragismo, movimenti e violenza politica nella storia dell'Italia repubblicana, costruendo insieme percorsi laboratoriali e moduli didattici specifici.

Attività per la didattica:

  • creazione di percorsi didattici interdisciplinari che pongano al centro il ruolo chiave di archivi, biblioteche e musei;
  • creazione di laboratori e aule fisiche e virtuali condivise sulla didattica della storia contemporanea con particolare riferimento alle tematiche della legalità, della cittadinanza attiva e partecipata e della conoscenza della storia del terrorismo, dello stragismo, della violenza politica, dei movimenti e della criminalità organizzata;
  • moduli didattici per l'educazione continua degli adulti e la formazione in servizio per gli insegnanti e per le altre professionalità.

Pubblicazioni

Mailing list

Per richiedere l'iscrizione alla mailing list scrivere a info@archivioflamigni.org, indicando i propri nome e cognome, ed eventualmente la propria età e la propria professione.

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