20 anni di Archivio Flamigni
Un contributo del Presidente Giovanni Tamburino
A differenza di molti di voi non conosco l’Archivio Flamigni da vent’anni. Da un tempo minore sono diventato socio e presidente.
Lo ho fatto con convinzione – una convinzione che si è consolidata man mano che vi ho incontrato una comunità di persone straordinarie per idee, impegno, serietà e un’adesione profonda ai valori della legalità e della Costituzione che hanno sempre orientato la mia attività di magistrato.
La parola “archivio” fa pensare a un deposito di carte più o meno ammuffite.
L’Archivio Flamigni è molto, molto altro.
È la realtà – rara – di un servizio aperto a tutti, e in modo particolare ai più giovani, per rendere un servizio alla ricerca su una parte cruciale della nostra storia.
La possibilità di fare ricerca senza preconcetti e senza condizionamenti è ciò che consente di realizzare quella memoria che costituisce alimento per il nostro presente.
Un presente privo di memoria è come una pianta collocata in un recipiente senza terra: può sembrare viva, ma non lo è.
L’importanza della memoria è oggi particolarmente forte.
La storia della Repubblica ha conosciuto attacchi incessanti. Oggi non si ricorre più alle bombe, agli omicidi, alle stragi come nei decenni passati. L’attacco alla democrazia viene realizzato prima di tutto con la rimozione della memoria o con la manipolazione della memoria.
Si sta ponendo il piccone alla base di alcuni pilastri della Legge fondamentale. Questa operazione ha la necessità di eliminare la memoria, di offuscare il ricordo dell’abisso dal quale la Costituzione ci ha tratti grazie a un sistema di pesi e contrappesi, al ripudio della guerra e a una magistratura indipendente.
Sono certo di parlare a nome di tutti nel dedicare questa festa a Sergio Flamigni che un mese fa ha raggiunto un mitico compleanno mantenendo intatta la sua grinta di antico partigiano romagnolo.
In Sergio ho incontrato un grande combattente per la libertà, un combattente convinto – al tempo stesso – del nesso indissolubile che lega libertà e verità.
L’Archivio Flamigni nasce dalla convinzione di questo nesso indissolubile.
Credo di poter dire che in questi primi venti anni ha rispettato e onorato quella convinzione.
Grazie Sergio per averci regalato l’Archivio Flamigni e grazie a tutti voi che con la vostra volontà lo mantenete libero!
Roma, 30 novembre ’25