Sergio Flamigni è nato a Forlì il 22 ottobre 1925.
Ha iniziato l'attività politica nel 1941 con la partecipazione all'attività clandestina di un gruppo culturale di giovani antifascisti di Forlì e poi con l'adesione al Partito comunista
Nel 1943 fu nominato segretario del movimento giovanile comunista clandestino di Forlì e membro della segreteria e del comitato federale clandestino della federazione forlivese del PCI; partigiano, nel 1944 divenne commissario politico della 29° brigata GAP "Gastone Sozzi", nel 1952 fu eletto segretario della CGIL di Forlì e nel 1956 segretario della federazione forlivese del PCI; nel 1959 fu eletto nel Comitato Centrale; nel 1960 Segretario del Comitato di coordinamento regionale dell'Emilia Romagna; nel 1963 membro dell'Ufficio di Segreteria della Direzione nazionale del PCI.
Consigliere comunale a Forlì dal 1956 al 1960 e Consigliere provinciale dal 1960 al 1964.
Nel maggio 1968 fu eletto alla Camera dei deputati, nella circoscrizione di Bologna.
Incarichi parlamentari.
Nella quinta legislatura (1968 - 1972) membro della Commissione Presidenza del Consiglio - Interni e della Commissione speciale bicamerale antimafia.
Rieletto alla Camera dei Deputati nella sesta legislatura (1972 - 1976), vice presidente della Commissione Presidenza del Consiglio - Interni e membro della Commissione bicamerale antimafia.
Nella settima legislatura (1976 - 1979), rieletto alla Camera dei Deputati, vice Presidente della Commissione Presidenza del Consiglio - Interni.
Nell'ottava legislatura (1979 - 1983) eletto al Senato, membro della Commissione per gli Affari Costituzionali Presidenza del Consiglio e Interni e della Giunta per l'elezione e delle immunità parlamentari. Nominato nella Commissione d'inchiesta parlamentare sul caso Moro e nella Commissione antimafia.
Nella nona legislatura (1983 - 1987) rieletto al Senato, membro della Commissione Affari Costituzionali, Presidenza del Consiglio - Interni. Nominato nella Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2 e nella Commissione speciale bicamerale antimafia.
Cessata l'attività parlamentare ha intrapreso un'intensa attività di ricercatore e di studi sui fenomeni del terrorismo, della P2 e della mafia.
Nel 1988 ha pubblicato "La tela del ragno - il delitto Moro", con le Edizioni Associate; nel 1993 ha iniziato la collaborazione con la Casa editrice Kaos pubblicando una nuova edizione de "La tela del ragno - Il delitto Moro" (1993) e successivamente: "Trame Atlantiche - Storia della loggia segreta P2 " (1996); "Il mio sangue ricadrà su di loro - Gli scritti di Moro prigioniero delle Br" (1997); "Convergenze parallele" (1998); "Il covo di Stato" (1999); "I fantasmi del passato - La carriera politica di Francesco Cossiga" (2001); l'ultima edizione rivista e aggiornata de "La tela del ragno - Il delitto Moro" (2003); "La sfinge delle Brigate Rosse. Delitti, segreti e bugie del capo terrorista Mario Moretti" (2004). Sempre con la Kaos Edizioni ha curato la prefazione di "Dossier Piano Solo" (2005). Successivamente poi: "Dossier Pecorelli" (2005); "Le idi di Marzo - Il delitto Moro secondo Mino Pecorelli" (2006).